Come Eliminare le Alghe dalla Piscina Fuori Terra e interrata: guida Completa al Dosaggio e all’Uso dell’Antialghe
A cosa serve e qual è il corretto trattamento e dosaggio per eliminare le alghe dalla piscina?
1. Introduzione
La presenza di alghe, sia in una piscina fuori terra che in una piscina interrata, rappresenta un problema da non sottovalutare. Questi microrganismi si sviluppano rapidamente in presenza di luce solare, temperature elevate e livelli di disinfezione non adeguati, trasformando l’acqua limpida in un ambiente torbido, verde e potenzialmente insalubre.
Oltre a compromettere l’estetica e la piacevolezza del bagno, le alghe possono rendere le superfici scivolose, aumentando il rischio di incidenti, e danneggiare i rivestimenti e le attrezzature della piscina, come pompe e filtri. Inoltre, la loro proliferazione è spesso accompagnata da un aumento dei batteri, creando un ambiente non igienico. Per questi motivi, è fondamentale intervenire tempestivamente con trattamenti specifici e una corretta manutenzione per garantire sicurezza, igiene e durata nel tempo della piscina.
2. Conoscere le alghe: tipi e cause
Le alghe sono organismi vegetali autotrofi che si sviluppano facilmente nelle piscine, aderendo a pareti, fondo o sospendendosi in acqua, rendendola torbida e poco invitante. La loro presenza è comune sia nelle piscine interrate che in quelle fuori terra, soprattutto nei mesi più caldi e soleggiati.
Tipologie di alghe: verdi, nere e senape
Alghe verdi: le più comuni. Si manifestano con un’acqua verdastra e una pellicola viscida su pareti e fondo. Crescono rapidamente e indicano solitamente un’insufficiente disinfezione.
Alghe nere: più resistenti e difficili da eliminare. Appaiono sotto forma di macchie scure, spesso localizzate negli angoli o nelle fughe. Penetrano in profondità nei materiali e richiedono trattamenti mirati.
Alghe senape (gialle): meno comuni ma molto persistenti. Si presentano come depositi giallastri, spesso scambiati per polvere o sabbia. Resistono al cloro e richiedono prodotti specifici per essere debellate.
Come si formano le alghe in piscina
Le alghe si formano quando le condizioni ambientali e chimiche dell’acqua non sono sotto controllo. Le spore algali sono trasportate dall’aria, dalla pioggia, dagli oggetti o persino dai bagnanti, e possono depositarsi facilmente in piscina, iniziando a proliferare. In particolare, nelle piscine fuori terra, spesso più esposte al sole e con ricambi d’acqua meno frequenti, la crescita può essere più rapida. Anche le piscine interrate, se trascurate, possono diventare un ambiente ideale per questi microrganismi.
Fattori che favoriscono la proliferazione delle alghe
La proliferazione algale è favorita da diverse condizioni, tra cui:
- Esposizione solare prolungata: la luce favorisce la fotosintesi e quindi la crescita delle alghe.
- Temperature elevate dell’acqua: il caldo accelera i processi biologici, favorendo lo sviluppo algale.
- pH sbilanciato: un pH non corretto riduce l’efficacia del cloro e degli altri disinfettanti.
- Scarsa igiene e disinfezione: livelli insufficienti di cloro libero o trattamenti chimici inadeguati permettono alle alghe di attecchire.
Come riconoscere la presenza di alghe
È importante intervenire ai primi segnali. Se l’acqua della piscina appare verdastra o torbida, oppure se le superfici interne risultano scivolose o viscide, è molto probabile che siano presenti alghe. In questi casi è fondamentale agire tempestivamente con prodotti antialghe specifici per evitarne la diffusione e ripristinare le corrette condizioni igieniche.
3. Come prevenire la formazione di alghe in piscina
Prevenire la formazione di alghe in piscina è fondamentale per garantire un’acqua sempre limpida, sicura e gradevole. Che si tratti di una piscina interrata o fuori terra, la chiave è una manutenzione regolare e costante, che tenga sotto controllo sia la pulizia meccanica che i valori chimici dell’acqua.
L’importanza della manutenzione regolare
Un’attenta manutenzione settimanale della piscina è il primo passo per evitare la proliferazione algale. È essenziale rimuovere detriti e foglie con il retino, aspirare il fondo e pulire le pareti, soprattutto nelle zone meno esposte al ricircolo. Le alghe, infatti, tendono a svilupparsi in angoli e aree stagnanti dove i trattamenti chimici agiscono con meno efficacia.
Controllo periodico dei livelli chimici dell’acqua
Il monitoraggio dei parametri chimici è cruciale:
- pH: deve restare tra 7,2 e 7,6 per garantire l’efficacia del disinfettante.
- Cloro o ossigeno attivo: devono essere mantenuti entro i limiti consigliati per impedire la crescita microbica.
- Acido cianurico: in caso di utilizzo di cloro stabilizzato, è importante che i suoi livelli non siano eccessivi per evitare che il cloro perda efficacia.
Una scarsa attenzione a questi valori riduce la capacità dell’acqua di difendersi dalle alghe, favorendo la loro comparsa.
Uso preventivo dell’alghicida per piscine: quando e perché farlo
L’utilizzo preventivo di un trattamento antialghe è altamente raccomandato, soprattutto in determinati periodi e condizioni:
- All’inizio della stagione, prima del primo utilizzo della piscina.
- Durante le settimane più calde dell’estate, quando sole e alte temperature accelerano la proliferazione.
- Dopo giornate di pioggia o eventi che abbassano i livelli di disinfettante.
- In piscine poco utilizzate o con ricircolo ridotto.
I prodotti antialghe aiutano a potenziare l’azione del cloro o dell’ossigeno attivo, impedendo la formazione delle spore algali. È importante utilizzare formulazioni di qualità e seguire sempre le dosi consigliate per un effetto duraturo e sicuro.
4. Quale anti-alga scegliere
L’antialghe è un trattamento chimico specifico utilizzato per prevenire e combattere la formazione di alghe nell’acqua della piscina. Si tratta di un prodotto biocida che agisce interrompendo i processi vitali delle alghe, impedendone la crescita e contribuendo a mantenere l’acqua limpida, igienica e sicura. Gli antialghe si dividono in due categorie principali: preventivi, da utilizzare regolarmente per impedire la proliferazione, e curativi, indicati per eliminare le alghe già presenti.
In qualsiasi piscina interrata o piscina fuori terra, è fondamentale utilizzare l’antialghe più adatto in base alla tipologia di problema riscontrato e alle caratteristiche dell’impianto. Alcune alghe, come quelle nere o senape, richiedono prodotti più aggressivi e specifici rispetto a quelle verdi.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda il tipo di impianto di trattamento dell’acqua. In presenza di un sistema a elettrolisi del sale, è importante evitare antialghe contenenti sali di rame, poiché possono compromettere l’integrità degli elettrodi e ridurre la durata del generatore di cloro. Allo stesso modo, in piscine dotate di giochi d’acqua, nuoto controcorrente, idromassaggi o fontane, è necessario scegliere formulazioni non schiumogene, per non compromettere l’esperienza d’uso.
Offriamo una gamma completa di antialghe a bassa o nulla schiumosità, ideali per ogni esigenza, sia in fase di prevenzione che di trattamento. Grazie alla loro efficacia e compatibilità con i principali sistemi di disinfezione, questi prodotti si integrano perfettamente con il cloro o l’ossigeno attivo. L’azione combinata dell’antialga con il cloro genera un effetto sinergico più potente rispetto all’utilizzo dei due prodotti singolarmente, garantendo così una protezione ottimale contro la proliferazione algale.
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*Gli ioni di rame hanno un forte effetto alghicida e chiarificante nell’’acqua ma, se presenti ad una concentrazione elevata possono risultare dannosi per la salute e generare macchie sul rivestimento della piscina e sui costumi. Quando gli ioni di rame si attaccano al rivestimento in PVC della piscina, il risultato sono macchie blu-verdi o giallastre. La colorazione è particolarmente evidente sulle piscine che hanno un rivestimento in PVC bianco o di colore chiaro.
5. Quanto anti-alghe mettere in piscina?
IMPORTANTE! Non bisogna attendere la comparsa di alghe per utilizzare l’antialghe in piscina.
Azione preventiva
L’antialghe va impiegato in via preventiva, soprattutto all’inizio della stagione o nei periodi in cui la temperatura esterna è particolarmente elevata.
In caso di alghe già presenti
Se l’acqua presenta già segni di infestazione algale, è necessario regolare il pH (valori ideali: 7.2 – 7.6) e procedere con un trattamento di cloro shock per riportare l’acqua a uno stato ottimale.
Qual è il dosaggio di antialghe per piscina più corretto da utilizzare?
La quantità da utilizzare dipende dal tipo di prodotto scelto:
Esempio 1: Con un prodotto concentrato come CTX Phosfree, efficace nella prevenzione, si consiglia un dosaggio di 80 ml a settimana per piscine da 50 m³ come trattamento iniziale.
Esempio 2: Per un antialghe ad azione rapida e alto potere alghicida come CTX-500C AlgaStop Power, il dosaggio consigliato è di 160 ml ogni 50 m³.
A livello tecnico:
Effetto alghistatico (inibizione della crescita delle alghe): a partire da 0,05 ppm
Effetto alghicida (eliminazione delle alghe): tra 1 e 2,5 ppm
Consigli per l’uso
Segui sempre le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto utilizzato. Si consiglia l’applicazione dell’antialghe una o due volte a settimana durante l’estate o nei periodi di caldo intenso, preferibilmente di sera, lasciando agire il prodotto per tutta la notte.
Hai esagerato con l’antialghe? Nessun problema!
Un dosaggio eccessivo non compromette la qualità dell’acqua. Puoi fare tranquillamente il bagno senza alcun rischio.
6. Esistono trattamenti naturali contro le alghe?
Fermo restando il trattamento a cloro, bromo o ossigeno, necessario ad igienizzare le piscine ed evitare infezioni da virus e batteri, per evitare la proliferazione di alghe è importante eliminare uno dei loro nutrienti più importanti: il fosforo.
Le alghe, infatti, hanno bisogno di fosforo per nutrirsi e quindi proliferare. Con il CTX Phosfree o ASTRALPOOL Phosfree è possibile prevenire la formazione e lo sviluppo di alghe in modo naturale (si tratta di prodotti concentrati: 1 litro contiene la dose per 13 settimane).
7. Come eseguire un trattamento antialghe alla piscina: passo dopo passo
I prodotti antialghe hanno principalmente un’azione preventiva, pertanto risultano poco efficaci se utilizzati dopo che le alghe si sono già formate. In caso di proliferazione algale visibile, è necessario seguire una procedura di disinfezione mirata per ripristinare le corrette condizioni dell’acqua.
Fase 1: Pulizia meccanica della piscina
Prima di qualsiasi trattamento chimico, è fondamentale eseguire una pulizia accurata della piscina. Rimuovi manualmente foglie, detriti e residui organici con reti da superficie, spazzole per pareti e aspiratori per fondo vasca. In particolare, spazzola energicamente le zone con accumuli visibili di alghe, per distaccarle dalle superfici e favorire l’azione del disinfettante.
Fase 2: Trattamento d’urto con cloro
Una volta effettuata la pulizia, procedi con un trattamento shock a base di dicloro. La concentrazione consigliata è di almeno 6–7 ppm (mg/l), ma prima è indispensabile verificare che:
- il pH dell’acqua sia compreso tra 7,2 e 7,6;
- la concentrazione di acido cianurico non sia troppo elevata (preferibilmente sotto i 50 ppm).
Questo trattamento ad alta concentrazione permette di ossidare rapidamente le alghe presenti, inibendone la riproduzione.
Fase 3: Applicazione dell’antialghe
Dopo 12–24 ore dal trattamento shock (a seconda delle indicazioni del prodotto), si può procedere con l’applicazione dell’antialghe specifico, che aiuta a completare l’eliminazione dei residui algali e previene una nuova crescita. In questa fase è importante usare un antialghe curativo adatto alla tipologia di alga presente (verde, nera, senape).
Fase 4: Filtrazione continua e pulizia del filtro
Durante tutto il trattamento, il sistema di filtrazione deve restare attivo in continuo (24/24h) per almeno 48 ore, per consentire la rimozione meccanica delle particelle algali morte. Controlla e pulisci frequentemente il filtro (lavaggio controlavaggio/backwash), poiché l’accumulo di materiali organici può comprometterne l’efficienza.
Fase 5: Controllo e bilanciamento chimico dell’acqua
Terminato il ciclo di disinfezione e filtrazione, è fondamentale ristabilire l’equilibrio chimico dell’acqua:
- Regola il pH, riportandolo nel range ottimale.
- Verifica i livelli di cloro libero e stabilizzante (acido cianurico).
- Assicurati che la durezza e l’alcalinità totale siano in equilibrio per evitare squilibri futuri.
Solo a questo punto sarà possibile riprendere il normale ciclo di manutenzione con dosi preventive di antialga e disinfezione regolare.
8. Alghe in piscina con acqua salata
Le piscine con impianto a elettrolisi salina richiedono attenzioni particolari nella gestione delle alghe. In questi sistemi, il cloro viene generato automaticamente dal sale disciolto in acqua, il che garantisce una disinfezione continua ma non sempre sufficiente nei periodi più critici (caldo intenso, uso frequente, pH instabile). Le alghe possono comunque svilupparsi se i livelli di cloro non sono adeguati o se l’impianto non è correttamente dimensionato.
Nel trattamento di queste piscine è fondamentale evitare antialghe contenenti sali di rame, poiché possono danneggiare gli elettrodi del sistema di elettrolisi, riducendone l’efficienza e la durata. È quindi preferibile utilizzare prodotti antialghe specifici per piscine a sale, formulati per essere compatibili con gli impianti di elettrolisi e privi di metalli pesanti.
Per prevenire la formazione di alghe in piscine salate, è necessario monitorare costantemente il livello di sale, il pH (che tende ad aumentare naturalmente in questi impianti) e assicurarsi che la produzione di cloro sia sufficiente. Una manutenzione regolare, l’uso periodico di antialghe preventivi e la pulizia del generatore di cloro sono essenziali per mantenere l’acqua pulita e priva di alghe.
9. Alghe nei Punti Critici: Scale, Angoli, Liner
Alcune zone della piscina sono particolarmente soggette alla formazione di alghe, anche quando il resto della vasca appare pulito. Scale, angoli poco raggiunti dal ricircolo, fughe e superfici in liner sono punti critici dove le alghe trovano un ambiente ideale per attecchire: poca circolazione d’acqua, microdepositi organici e superfici leggermente porose o ruvide.
In queste aree è necessario agire con strumenti e prodotti mirati. Si consiglia di utilizzare spazzole angolari o a setole rigide per rimuovere manualmente le alghe dalle superfici, specialmente negli angoli e lungo i bordi delle scale. In presenza di liner, è importante non utilizzare spazzole abrasive che potrebbero danneggiare il rivestimento.
Dopo la pulizia meccanica, è utile applicare localmente antialghe concentrati o gel disinfettanti ad azione prolungata, studiati per aderire alle pareti e agire nel tempo. Anche il miglior sistema di filtrazione può avere difficoltà a trattare queste zone, quindi la pulizia localizzata e frequente è una parte essenziale della manutenzione, soprattutto durante l’estate.
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